domenica 3 maggio 2026

ORIGINE DI ANTICHE PAROLE IN CADORE E ANTICHE USANZE

Nel mio ARCHIVIO LADINO CADORINO VENAS alla lettera O si trovano antiche parole di cui viene spiegata l'origine.  Alla lettera U invece si trovano antiche usanze.

Desidero in questo nuovo Post riportare e unificare il contenuto delle due voci.

Venas di Cadore, 3 maggio 2026

Giancarlo Soravia



ORIGINE DI ALCUNE PAROLE DIALETTALI

1) PAROLE DI ORIGINE CELTICA NEL DIALETTO
(ESCLUSE ALCUNE MOLTO NOTE, come Bracae, ecc.)

DIALETTOCELTICOTRADUZIONE IN ITALIANO (Dial.) 
ari (Cibiana)ariavanti (Dial.: comando al cavallo - vai)   
barbarramo (Dial.: cespo)
Cador (lat. Catubrium)  catu+brigbattaglia+monte
broilobrogilosfrutteto, giardino
brussabrugcespuglio
brumestegabrumennebbia
crodacrodioduro (Dial.: roccia) 
dassadasiaalbero di pino (Dial.: spoglie di abete) 
fedadoefaidpecora
gauta (Cibiana)gautaguancia
cortàgortosrecinto
moltonmultomontone
righinriginsartiame (Dial.: fune)
roncoronccollinetta (Dial.: prato disagiato)
sniròcosrocnanarice (Dial.: moccio)
troitragpiede (Dial.: sentiero)
viẑavidubosco (Dial.: bosco giovane)
rin                 (da Lozzo ad Auronzo) 
rinoruscello
Tarlèga (Oltrelacqua)tartar=oltre (+èga=acqua) (Località di Valle) 

2) PAROLE DI ORIGINE SLAVA NEL DIALETTO
Antonio De March di Venas (1922-1985), figlio di Pietro "d'Alpago" e di Cristina Toscani "Pelucan" e persona originale e colta, mi diede molti anni fa la spiegazione della prima voce di origine slava (lioda) che qui riporto:

DIALETTOSLAVO (RUSSO)    TRADUZIONE IN ITALIANO (Dial.) 
lióda                 lojka (antico russo)   ?             
slitta / (Dial.: slitta da carico) 
babababadonna, nonna / (Dial.: donna -spregiativo-)

3) PAROLE DI ORIGINE TEDESCA NEL DIALETTO
ESCLUSE LE PAROLE ENTRATE NEL LESSICO ITALIANO, come banca, begare, bramare, ecc. (salvo quelle che interessano la storia locale, es. arengo, o altri casi particolari)

DIALETTOTEDESCO (o ALTRA LINGUA GERMANICA)TRADUZIONE IN ITALIANO (Dial.)  
aisinpon           Eisenbahn                                    ferrovia (Dial.: nome datole nel XIX° sec. dai lavoratori in A-U)
ameldà (se)anmeldenregistrarsi (Dial.: usato solo dai gelatieri in Germania)
alteguoialte Heufieno vecchio (Dial.: fieno autunnale)
arengohari-hriggs (gotico)circolo dell'esercito (Dial.: assemblea della Regola)
aufaufsu (Dial.: solo nella frase "dì co le bale in auf" = fallire)
bandolban (franco)banno, divieto (Dial.: alt nei giochi)
barbabarbes (longobardo)zio paterno (Dial.: zio)
bausiabausi (franco)malvagità (Dial.: bugia)
baufhält aufferma (Dial.: grido di alt nel lancio dei tronchi nelle risine)
brandolbrand (germanico)fiamma (Dial.: alare del focolare)
bisneibisignes (anglosassone)occupazione (Dial.: faccenda, oggetto)
breaBrettasse, tavola 
canedolKnödelgnocco (tirolese)
ciohìnhinwegvia (Dial.: grido di via nel lancio dei tronchi nelle risine)
craiàschreiensbraitare
bramaRahmpanna del latte
fàier Feuerfuoco (Dial.: solo nella frase "fei duto an faier")
faul faulpigro (Dial.: voce arcaica)
faulenza (sf.inv.)faulenzen (v. intr.)poltrire (Dial.: poltrone, indolente)
flasterPflastercerotto
flècaFleckmacchia
folà füllen riempire, caricare (Dial.: riempire, premere)
folpovollpieno
fraiàfeiernfesteggiare
chipaKippediscarica
inmagonà (p.p.)Magenstomaco (Dial.: "con lo stomaco pieno")
muss (int.)müssendovere (Dial.: "si deve")
papirPapierdocumento
pistocAlpenstockbastone da montagna
pufPuffbordello (Dial.: debito, fallimento)
ranfàraffenarraffare
russàcRucksacksacco da montagna
serùczurückindietro (Dial.: comando al cavallo - indietro) 
sinaSchienerotaia
slofenschlafendormire
slucSchlucksorso
smecàschmeckenpiacere (cibo) (Dial.: piacere)
spiẑSpitzesommità
spiẑàspitzenappuntire
spiẑespitzappuntito
spolèrSparherdcucina a legna
stòẑaStoßcolpo, percossa
smirSchmieregrasso sm.
svelerSchwelletraversina
taifeTeufeldiavolo (Dial.: solo nell' imprecazione "sacra taife")
trincàtrinkenbere
vèlmaWalm (bavarese)mucchio di fieno (Dial.: carico di fieno trascinato su rami d'abete)

4) IL DIALETTO E' NATURALMENTE PER IL 95% DI ORIGINE LATINA, MA ALCUNE PAROLE DIALETTALI DIMOSTRANO IN MODO PARTICOLARE TALE ORIGINE

DIALETTO

LATINO  

TRADUZIONE IN ITALIANO (e traduzione Dialettale, se diversa)

argo                        

aliquid                   

qualcosa

ameda

amita

zia paterna (Dial.: zia)

còpol

poculum

bicchiere (Dial.: vaso)

cuna

cunae

culla

festinà (se) (Lozzo)

festinare

affrettarsi

grevo

gravis

pesante (agg.)

inbramolì

obrigescere

aggranchirsi (per il freddo)     

neẑa

nepta

nipote (sf.)

pulcherla

pulchra

bella (agg.) (Dial.: voce arcaica)

spongia

spongia

spugna

frate

fracta

fratture (Dial.: resti spezzati nei campi in autunno, da bruciare)

elèi

cellarium

dispensa (Dial.: locale della malga dove si conservano i formaggi)



USANZE ANTICHE

USANZE CELTICHE
Sono ancora ricordate in Cadore: alla data del 31 ottobre (ultimo giorno dell'anno celtico) si lasciava del cibo sul tavolo, in segno di accoglienza per i morti che tornavano a visitare le case; si svuotavano delle zucche, in cui venivano fatti occhi, naso e denti e si illuminavano all'interno con una candela, per essere poste alla finestra (reminescenza dell'antico culto druidico legato al fuoco sacro). Festa osservata prevalentemente in Irlanda, Scozia, Inghilterra, Canada e Stati Uniti d'America ed oggi esportata in tutto il mondo con il nome di Halloween. Ma lo scrivente ricorda di aver confezionato personalmente una zucca con candela verso l'anno 1945, ben prima dell'importazione in Italia di Halloween.
Poi in Cadore era viva la festa celtica del solstizio d'estate, con l'accensione di fuochi sulle cime dei monti.


USANZE ROMANE
Vincenzo Menegus Tamburin nel suo libro "S.Vito, Borca, Vodo e Venas nella Storia Cadorina" citato in Bibliografia, nel capitolo LA COLONIZZAZIONE ROMANA scrisse: "E' infatti romano tutto il complesso cerimoniale praticato nei matrimoni, ora scomparso quasi completamente, ma osservato con molto rigore nei secoli passati, come la maetinada (serenata agli sposi) durante la quale i "vicini" chiedevano la restituzione della sposa; il ratto della sposa; l'offerta del sale e del vino; il piede destro della sposa nel varcare la prima volta la soglia della nuova casa, e la gazzarra di cocci e ferraglia che accompagnava il matrimonio dei vedovi". [Quest'ultima usanza era anche chiamata batarela]



USANZE SLAVE
Mi è nota una sola usanza slava, in occasione del rito di "sciogliere le campane a Pasqua = molà le campane a Pasca": tale usanza consisteva nel bagnarsi gli occhi con l'acqua, non appena si sentiva il suono delle campane che annunciavano la risurrezione del Signore.
PAROLE DI ORIGINE SLAVA NEL DIALETTO


USANZE GERMANICHE
Giuseppe Richebuono nel suo libro "Le antiche pergamene di San Vito di Cadore" - Istituto Bellunese di Ricerche Sociali e Culturali - Tipografia Piave 1980 - nel capitolo LA PROPRIETA' PRIVATA - "La presa di possesso" scrisse: "Di origine germanica erano anche le usanze di tipo arcaico, assai interessanti, connesse alla compravendita di immobili. Per il trasferimento della proprietà non bastava la scrittura del notaio e la consegna del documento e dei soldi davanti a parecchi testimoni. Bisognava anche recarsi sul posto; là, davanti ai testimoni, il venditore "usciva" dalla sua proprietà e "introduceva" l'acquirente, il quale vi compiva sopra atti da padrone prendendo "possesso materiale" del fondo o della casa".
Ed era certamente germanico l'uso, in Cadore, di ammettere, su uno stesso fondo, due proprietari, uno del suolo (pascolo) e l'altro del soprassuolo (bosco), cosa assolutamente non prevista dal diritto romano, per il quale valeva il principio dell'esclusività del dominio (signoria assoluta).
P.S.
Memorabile fu a questo proposito la storia del pascolo di
"Bociadan" sul Monte Rite che apparteneva a Venas, assieme alla malga, mentre il soprassuolo era di Vodo. Riporto quello che mi risulta in base ai racconti sentiti da piccolo in famiglia: quando negli anni '20 il capo del governo Mussolini diede ordine di chiudere definitivamente tutte queste posizioni promiscue, fonti di continue e costosissime liti nei Tribunali, "Bociadan" venne interamente assegnato a Vodo, con grande umiliazione e scorno per la popolazione di Venas. Il Tribunale che emise la sentenza si trovava a Venezia, e la voce popolare sostenne che il verdetto favorevole a Vodo fosse stato "aiutato" dalla presenza nella città lagunare di un influente cittadino di Vodo, il direttore e fondatore del "Gazzettino" Gianpietro Talamini. Opinione rafforzata dal fatto che fu favorevole a Vodo anche la sentenza per una analoga causa con Borca, ma dove questa era proprietaria del soprassuolo, e Vodo del suolo.

NOTA DEL 7/4/2026:
Ho casualmente scoperto, vedendo una notizia di cronaca dell'aprile 2026, che alla Casa Bianca di Washington si era svolto l' "Easter Egg Roll", in italiano "Rotolamento di uova a Pasqua" (Wikipedia), descritto come "gioco della cultura anglosassone che si svolge nel giorno di Pasqua".
Questo gioco era diffuso in in tutti i paesi cadorini, a Venas si chiamava "FEI CORE I VOVE" (far correre le uova) e si svolgeva il Lunedì di Pasqua nei prati della località Gei, sopra il paese.

ORIGINE DI ANTICHE PAROLE IN CADORE E ANTICHE USANZE

Nel mio ARCHIVIO LADINO CADORINO VENAS alla lettera O si trovano antiche parole di cui viene spiegata l'origine.  Alla lettera U invece ...