6.5.26

L'AMBIGUITÀ DEL NOME ISRAELE PER I CRISTIANI DEL XXI° SECOLO

(Post modificato il 15/5/2026)



(Il presente scritto è la copia, con diverse modifiche e aggiunte, di un mio intervento con il nome di Tiz.S sul sito COMEDONCHISCHIOTTE)



     Le tre frasi più curiose che sentivo alla TV anni fa erano: “Le Borse volano”, “È arrivata la neve per la gioia degli sciatori” e infine “Il diritto all’esistenza di Israele”.

     Erano tutte frasi che a me non dicevano niente perché non giocavo in Borsa, non sciavo e l’esistenza di Israele non era il primo dei miei pensieri.

     Però era bello sentire che tutto andava a gonfie vele, ma mi sorprendeva il fatto che gli ebrei potessero vantare ancora diritti su quelle terre dopo quasi duemila anni di assenza. 

     Comunque adesso le Borse arrancano, gli sciatori devono affrontare prezzi folli, e l’esistenza di Israele si rivela sempre più una operazione colonialistica feroce a spese di una popolazione palestinese da annientare. 

     Veramente a me  non interessa tanto il destino delle Borse e degli sciatori, ma mi disturba il fatto che la Chiesa non stia facendo nulla per avvertire i suoi fedeli che l’Israele del Vecchio Testamento non è quello dello stato di Israele fondato nel 1948. Con ciò creando confusione e sconcerto che sta portando il cristianesimo a scomparire in Europa e a trasformarsi in cristiano-sionismo in America. E in Vicino Oriente i cristiani fuggono. 

     Suggerirei alla Chiesa Cattolica, per chiarire l’equivoco, di sostituire il nome di Israele nel Vecchio Testamento cristiano con un nuovo nome che gli studiosi vaticani non dovrebbero avere difficoltà a trovare. Del genere “Ausonia” per dire “Italia”.

     Del resto si può osservare come i vocabolari stessi abbiano provveduto a distinguere gli antichi cittadini di Israele da quelli moderni, i primi sono detti israeliti, i secondi israeliani. 

     Forse potrebbero andar bene "Iser" o "Issur", che è Israele in yiddish!
     Ma il nome più neutro sarebbe "Canaan".  (Vedi quanto dice Wikipedia su Canaan): "Dio poi promise la terra di Canaan ad Abramo, e alla fine la consegna ai discendenti di Abramo, gli Israeliti. La storia biblica da qui si complica sempre più, in quanto le prove archeologiche e testuali sostengono l'idea che i primi Israeliti fossero in realtà essi stessi Cananei".

     Poi ho riflettuto meglio sulla questione degli ebrei e di Israele.

     E mi sono chiesto se la qualifica di "popolo eletto" si debba ritenere una qualità "etnica" di questo popolo oppure, più verosimilmente, solo come "elezione" di Dio di aver fatto uscire il suo Figlio-Messia dagli ebrei.

     Pertanto a mio parere, con l'incarnazione di Gesù e con la sua manifestazione al mondo come Figlio di Dio e Messia, si è estinta completamente la funzione degli ebrei e di Israele come "popolo eletto".

     Nonostante perfino la Chiesa dei nostri giorni si sia espressa a favore della versione "etnica" sopra esposta, io resto favorevole a considerare il ruolo di Israele ormai compiuto e quindi "vecchio", come giustamente si chiama il loro Testamento.

     Naturalmente i discendenti di quegli ebrei che non accettarono Gesù come messia sono liberi di credere di essere ancora il "popolo eletto" e di ricostruire un loro stato, culla di un loro prossimo messia. Ma essendo il vero Messia già arrivato, il loro messia non potrà mai venire. (Semmai sarà il Messia cristiano a ritornare, come testimonia il Vangelo di Pentecoste (Atti 1:11): "Questo Gesù, che in mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo.")

     Concludendo, forse non sarà nemmeno necessario cambiare, al fine di evitare confusioni, il nome di Israele nella liturgia cristiana, basterà che il suo nome venga gradualmente rimosso dalla sua rievocazione nelle pubbliche funzioni.

     Il problema sostanziale è che non possono esserci due Israeli, uno potenzialmente salvato da Gesù agli inizi di questa èra (che coincide proprio con la sua nascita soprannaturale) e l'altro fondato nel 1948 in cui Gesù è tenuto da impostore. 

    

Giancarlo Soravia 

Venas di Cadore, 6 maggio 2026



P.S.
Come qualcuno (?) potrà immaginare, io mi considero almeno in parte un seguace postumo di Marcione (Sinope, 85 circa – Roma, 160 circa), vescovo e teologo greco antico, fondatore della dottrina cristiana che prende il nome di marcionismo, considerata eretica. Marcione rigettò interamente la Bibbia ebraica (Vecchio Testamento) e raccolse il primo canone cristiano di cui si ha notizia, che comprendeva dieci lettere di Paolo e un Vangelo (probabilmente il Vangelo secondo Luca epurato di alcune parti), detto Vangelo di Marcione.

Oggi esiste una Chiesa Marcionita, il cui sito è il seguente:

https://www.marcionitechurch.org/


TRADUZIONE DEL TESTO IN INGLESE:

 

THE AMBIGUITY OF THE NAME ISRAEL FOR 21ST CENTURY CHRISTIANS

(Post modified on 15/5/2026)

(This article is a copy, with several changes and additions, of a post I wrote under the name Tiz.S on the COMEDONCHISCHIOTTE website.)

The three most curious phrases I heard on TV years ago were: "The stock markets are flying", "The snow has arrived to the delight of skiers," and finally, "Israel's right to exist."

They were all phrases that meant nothing to me because I didn't play in the stock market, I didn't ski, and Israel's existence wasn't the top of  my mind.

It was nice to hear that everything was going swimmingly, but I was surprised that the Jews could still claim rights to those lands after nearly two thousand years of absence.

In any case, now the stock markets are struggling, skiers face insane prices, and Israel's existence is increasingly revealed as a brutal colonialist operation at the expense of a Palestinian population that must be annihilated.

I'm not really so interested in the fate of the stock markets and skiers, but I am disturbed by the fact that the Church is doing nothing to warn its churchgoers that the Israel of the Old Testament is not that of the State of Israel founded in 1948. This is creating confusion and dismay that is leading Christianity to disappear in Europe and transform into Christo-Zionism in America. And in the Middle East, Christians are fleeing.

To clear up this misunderstanding, I would suggest that the Catholic Church replace the name Israel in the Christian Old Testament with a new name that Vatican scholars should have no trouble finding. Something like "Ausonia" for "Italy."

Moreover, it can be observed that the dictionaries themselves have distinguished the ancient citizens of Israel from the modern ones: the former are called Israelites, the latter Israelians.

Perhaps "Iser" or "Issur," which is Israel in Yiddish, would be appropriate!
But the most neutral name would be "Canaan." (See what Wikipedia says about Canaan): "God then promised the land of Canaan to Abraham, and ultimately gave it to Abraham's descendants, the Israelites. The biblical story becomes increasingly complicated from here, as archaeological and textual evidence supports the idea that the first Israelites were actually Canaanites themselves."

Then I reflected further on the question of the Jews and Israel.

And I asked myself whether the title "chosen people" should be considered an "ethnic" quality of this people or, more likely, simply as God's "election" in bringing forth his Son-Messiah from among the Jews.

Therefore, in my opinion, with the incarnation of Jesus and his manifestation to the world as the Son of God and Messiah, the function of the Jews and Israel as a "chosen people" was completely extinguished.

Although even the Church of our time has expressed itself in favor of the "ethnic" version presented above, I remain in favor of considering Israel's role as fulfilled and therefore "old," as their Testament is rightly called.

Naturally, the descendants of those Jews who did not accept Jesus as the Messiah are free to believe they are still the "chosen people" and to rebuild their own state, the cradle of their next Messiah. But since the true Messiah has already arrived, their Messiah can never come. (If anything, it will be the Christian Messiah who returns, as the Gospel of Pentecost (Acts 1:11) testifies: "This Jesus, who was taken up from you into heaven, shall so come in like manner as ye have seen him go into heaven.")

In conclusion, perhaps it won't even be necessary to change the name of Israel in the Christian liturgy to avoid confusion; it would be enough to gradually remove its name from public ceremonies.

The fundamental problem is that there cannot be two Israels: one potentially saved by Jesus at the beginning of this era (which coincides precisely with his supernatural birth) and the other founded in 1948, in which Jesus is considered an impostor.

Giancarlo Soravia

Venas di Cadore, May 6, 2026

P.S.
As some (?) might imagine, I consider myself at least partially a posthumous follower of Marcion (Sinope, c. 85 – Rome, c. 160), an ancient Greek bishop and theologian, founder of the Christian doctrine known as Marcionism, considered heretical. Marcion entirely rejected the Hebrew Bible (Old Testament) and compiled the first known Christian canon, which included ten letters of Paul and a Gospel (probably the Gospel of Luke, with some parts removed), called the Gospel of Marcion.

Today there is a Marcionite Church, whose website is:

https://www.marcionitechurch.org/





3.5.26

ORIGINE DI ANTICHE PAROLE IN CADORE E ANTICHE USANZE

Nel mio ARCHIVIO LADINO CADORINO VENAS alla lettera O si trovano antiche parole di cui viene spiegata l'origine.  Alla lettera U invece si trovano antiche usanze.

Desidero in questo nuovo Post riportare e unificare il contenuto delle due voci.

Venas di Cadore, 3 maggio 2026

Giancarlo Soravia



ORIGINE DI ALCUNE PAROLE DIALETTALI

1) PAROLE DI ORIGINE CELTICA NEL DIALETTO
(ESCLUSE ALCUNE MOLTO NOTE, come Bracae, ecc.)

DIALETTOCELTICOTRADUZIONE IN ITALIANO (Dial.) 
ari (Cibiana)ariavanti (Dial.: comando al cavallo - vai)   
barbarramo (Dial.: cespo)
Cador (lat. Catubrium)  catu+brigbattaglia+monte
broilobrogilosfrutteto, giardino
brussabrugcespuglio
brumestegabrumennebbia
crodacrodioduro (Dial.: roccia) 
dassadasiaalbero di pino (Dial.: spoglie di abete) 
fedadoefaidpecora
gauta (Cibiana)gautaguancia
cortàgortosrecinto
moltonmultomontone
righinriginsartiame (Dial.: fune)
roncoronccollinetta (Dial.: prato disagiato)
sniròcosrocnanarice (Dial.: moccio)
troitragpiede (Dial.: sentiero)
viẑavidubosco (Dial.: bosco giovane)
rin                 (da Lozzo ad Auronzo) 
rinoruscello
Tarlèga (Oltrelacqua)tartar=oltre (+èga=acqua) (Località di Valle) 

2) PAROLE DI ORIGINE SLAVA NEL DIALETTO
Antonio De March di Venas (1922-1985), figlio di Pietro "d'Alpago" e di Cristina Toscani "Pelucan" e persona originale e colta, mi diede molti anni fa la spiegazione della prima voce di origine slava (lioda) che qui riporto:

DIALETTOSLAVO (RUSSO)    TRADUZIONE IN ITALIANO (Dial.) 
lióda                 lojka (antico russo)   ?             
slitta / (Dial.: slitta da carico) 
babababadonna, nonna / (Dial.: donna -spregiativo-)

3) PAROLE DI ORIGINE TEDESCA NEL DIALETTO
ESCLUSE LE PAROLE ENTRATE NEL LESSICO ITALIANO, come banca, begare, bramare, ecc. (salvo quelle che interessano la storia locale, es. arengo, o altri casi particolari)

DIALETTOTEDESCO (o ALTRA LINGUA GERMANICA)TRADUZIONE IN ITALIANO (Dial.)  
aisinpon           Eisenbahn                                    ferrovia (Dial.: nome datole nel XIX° sec. dai lavoratori in A-U)
ameldà (se)anmeldenregistrarsi (Dial.: usato solo dai gelatieri in Germania)
alteguoialte Heufieno vecchio (Dial.: fieno autunnale)
arengohari-hriggs (gotico)circolo dell'esercito (Dial.: assemblea della Regola)
aufaufsu (Dial.: solo nella frase "dì co le bale in auf" = fallire)
bandolban (franco)banno, divieto (Dial.: alt nei giochi)
barbabarbes (longobardo)zio paterno (Dial.: zio)
bausiabausi (franco)malvagità (Dial.: bugia)
baufhält aufferma (Dial.: grido di alt nel lancio dei tronchi nelle risine)
brandolbrand (germanico)fiamma (Dial.: alare del focolare)
bisneibisignes (anglosassone)occupazione (Dial.: faccenda, oggetto)
breaBrettasse, tavola 
canedolKnödelgnocco (tirolese)
ciohìnhinwegvia (Dial.: grido di via nel lancio dei tronchi nelle risine)
craiàschreiensbraitare
bramaRahmpanna del latte
fàier Feuerfuoco (Dial.: solo nella frase "fei duto an faier")
faul faulpigro (Dial.: voce arcaica)
faulenza (sf.inv.)faulenzen (v. intr.)poltrire (Dial.: poltrone, indolente)
flasterPflastercerotto
flècaFleckmacchia
folà füllen riempire, caricare (Dial.: riempire, premere)
folpovollpieno
fraiàfeiernfesteggiare
chipaKippediscarica
inmagonà (p.p.)Magenstomaco (Dial.: "con lo stomaco pieno")
muss (int.)müssendovere (Dial.: "si deve")
papirPapierdocumento
pistocAlpenstockbastone da montagna
pufPuffbordello (Dial.: debito, fallimento)
ranfàraffenarraffare
russàcRucksacksacco da montagna
serùczurückindietro (Dial.: comando al cavallo - indietro) 
sinaSchienerotaia
slofenschlafendormire
slucSchlucksorso
smecàschmeckenpiacere (cibo) (Dial.: piacere)
spiẑSpitzesommità
spiẑàspitzenappuntire
spiẑespitzappuntito
spolèrSparherdcucina a legna
stòẑaStoßcolpo, percossa
smirSchmieregrasso sm.
svelerSchwelletraversina
taifeTeufeldiavolo (Dial.: solo nell' imprecazione "sacra taife")
trincàtrinkenbere
vèlmaWalm (bavarese)mucchio di fieno (Dial.: carico di fieno trascinato su rami d'abete)

4) IL DIALETTO E' NATURALMENTE PER IL 95% DI ORIGINE LATINA, MA ALCUNE PAROLE DIALETTALI DIMOSTRANO IN MODO PARTICOLARE TALE ORIGINE

DIALETTO

LATINO  

TRADUZIONE IN ITALIANO (e traduzione Dialettale, se diversa)

argo                        

aliquid                   

qualcosa

ameda

amita

zia paterna (Dial.: zia)

còpol

poculum

bicchiere (Dial.: vaso)

cuna

cunae

culla

festinà (se) (Lozzo)

festinare

affrettarsi

grevo

gravis

pesante (agg.)

inbramolì

obrigescere

aggranchirsi (per il freddo)     

neẑa

nepta

nipote (sf.)

pulcherla

pulchra

bella (agg.) (Dial.: voce arcaica)

spongia

spongia

spugna

frate

fracta

fratture (Dial.: resti spezzati nei campi in autunno, da bruciare)

elèi

cellarium

dispensa (Dial.: locale della malga dove si conservano i formaggi)



USANZE ANTICHE

USANZE CELTICHE
Sono ancora ricordate in Cadore: alla data del 31 ottobre (ultimo giorno dell'anno celtico) si lasciava del cibo sul tavolo, in segno di accoglienza per i morti che tornavano a visitare le case; si svuotavano delle zucche, in cui venivano fatti occhi, naso e denti e si illuminavano all'interno con una candela, per essere poste alla finestra (reminescenza dell'antico culto druidico legato al fuoco sacro). Festa osservata prevalentemente in Irlanda, Scozia, Inghilterra, Canada e Stati Uniti d'America ed oggi esportata in tutto il mondo con il nome di Halloween. Ma lo scrivente ricorda di aver confezionato personalmente una zucca con candela verso l'anno 1945, ben prima dell'importazione in Italia di Halloween.
Poi in Cadore era viva la festa celtica del solstizio d'estate, con l'accensione di fuochi sulle cime dei monti.


USANZE ROMANE
Vincenzo Menegus Tamburin nel suo libro "S.Vito, Borca, Vodo e Venas nella Storia Cadorina" citato in Bibliografia, nel capitolo LA COLONIZZAZIONE ROMANA scrisse: "E' infatti romano tutto il complesso cerimoniale praticato nei matrimoni, ora scomparso quasi completamente, ma osservato con molto rigore nei secoli passati, come la maetinada (serenata agli sposi) durante la quale i "vicini" chiedevano la restituzione della sposa; il ratto della sposa; l'offerta del sale e del vino; il piede destro della sposa nel varcare la prima volta la soglia della nuova casa, e la gazzarra di cocci e ferraglia che accompagnava il matrimonio dei vedovi". [Quest'ultima usanza era anche chiamata batarela]



USANZE SLAVE
Mi è nota una sola usanza slava, in occasione del rito di "sciogliere le campane a Pasqua = molà le campane a Pasca": tale usanza consisteva nel bagnarsi gli occhi con l'acqua, non appena si sentiva il suono delle campane che annunciavano la risurrezione del Signore.


USANZE GERMANICHE
Giuseppe Richebuono nel suo libro "Le antiche pergamene di San Vito di Cadore" - Istituto Bellunese di Ricerche Sociali e Culturali - Tipografia Piave 1980 - nel capitolo LA PROPRIETA' PRIVATA - "La presa di possesso" scrisse: "Di origine germanica erano anche le usanze di tipo arcaico, assai interessanti, connesse alla compravendita di immobili. Per il trasferimento della proprietà non bastava la scrittura del notaio e la consegna del documento e dei soldi davanti a parecchi testimoni. Bisognava anche recarsi sul posto; là, davanti ai testimoni, il venditore "usciva" dalla sua proprietà e "introduceva" l'acquirente, il quale vi compiva sopra atti da padrone prendendo "possesso materiale" del fondo o della casa".
Ed era certamente germanico l'uso, in Cadore, di ammettere, su uno stesso fondo, due proprietari, uno del suolo (pascolo) e l'altro del soprassuolo (bosco), cosa assolutamente non prevista dal diritto romano, per il quale valeva il principio dell'esclusività del dominio (signoria assoluta).
P.S.
Memorabile fu a questo proposito la storia del pascolo di
"Bociadan" sul Monte Rite che apparteneva a Venas, assieme alla malga, mentre il soprassuolo era di Vodo. Riporto quello che mi risulta in base ai racconti sentiti da piccolo in famiglia: quando negli anni '20 il capo del governo Mussolini diede ordine di chiudere definitivamente tutte queste posizioni promiscue, fonti di continue e costosissime liti nei Tribunali, "Bociadan" venne interamente assegnato a Vodo, con grande umiliazione e scorno per la popolazione di Venas. Il Tribunale che emise la sentenza si trovava a Venezia, e la voce popolare sostenne che il verdetto favorevole a Vodo fosse stato "aiutato" dalla presenza nella città lagunare di un influente cittadino di Vodo, il direttore e fondatore del "Gazzettino" Gianpietro Talamini. Opinione rafforzata dal fatto che fu favorevole a Vodo anche la sentenza per una analoga causa con Borca, ma dove questa era proprietaria del soprassuolo, e Vodo del suolo.

NOTA DEL 7/4/2026:
Ho casualmente scoperto, vedendo una notizia di cronaca dell'aprile 2026, che alla Casa Bianca di Washington si era svolto l' "Easter Egg Roll", in italiano "Rotolamento di uova a Pasqua" (Wikipedia), descritto come "gioco della cultura anglosassone che si svolge nel giorno di Pasqua".
Questo gioco era diffuso in in tutti i paesi cadorini, a Venas si chiamava "FEI CORE I VOVE" (far correre le uova) e si svolgeva il Lunedì di Pasqua nei prati della località Gei, sopra il paese.

L'AMBIGUITÀ DEL NOME ISRAELE PER I CRISTIANI DEL XXI° SECOLO

(Post modificato il 15/5/2026) (Il presente scritto è la copia, con diverse modifiche e aggiunte, di un mio intervento con il nome di Tiz.S ...